Rita Dietrich

Racconti, saggi e pensieri

Mandami i tuoi racconti e io ti faccio leggere i miei 

 Ho creato questo spazio per condividere con te i miei racconti e poter ricevere i tuoi. Una pagina tutta da costruire insieme per scambiarci suggerimenti e consigli. 

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Lo specchio

donna allo specchio

di Rita Dietrich

 Quella sera avevo scelto i cerchi.

Con gli orecchini in mano, mi diressi verso lo specchio del bagno.

Mentre aprivo l’antipatica levetta con le unghie, girai il volto da un lato cercando il foro.

-ahi…- sentii una voce.

Mi girai di scatto

Chi aveva parlato? Ero sola a casa

Alzai le spalle e tornai ad armeggiare con l’orecchino.

-Ahii… ed insisti?- mi ripeté la stessa voce.

Solo allora guardai meglio, e con mia enorme sorpresa vidi un volto di un uomo.

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Il citofono

il citofono

di Rita Dietrich

Il cielo era ancora plumbeo, le strade semi allagate, e si era alzato un vento gelido, ma almeno era finito di piovere.  Un signore di mezza età chiuso nel suo cappotto grigio di lana fece capolino dal portone. Dette un veloce sguardo in ambedue le direzioni della strada come per rassicurarsi che il temporale fosse scemato, ed uscì. Dietro di lui apparve un cagnolino di mezza taglia, tutto zampettante ed entusiasta di poter finalmente fare la sua passeggiatina pomeridiana, e con impeto si gettò verso l’albero più vicino. L’uomo però, recuperando il guinzaglio, lo strattonò, imponendosi contro quello slancio di libertà non autorizzato e costrinse il cane ad un passo lento e cadenzato.

-Quando cambieranno i citofoni in questo palazzo sarà sempre tardi- pensò l’uomo con il cane, mentre rincollava accanto al pulsante dell’interno 10 un piccolo adesivo con su scritto Alfredo Rossi.

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La scelta

foto di scarpe

 di Rita Dietrich

 

-Spero proprio oggi di uscire… non ne posso più di stare chiuso qua dentro...

- si si, aspetta e spera… . è ormai un mese che lo dici tutti i giorni. Tanto lo sai anche tu.. come poi va a finire… eheheheh…poi prende sempre meeee.  

-la tua è solo presunzione… e invidia.

- si si, sempre il solito presuntuoso…. Seguì un coretto di vocine stridule

-smettetela. Tutti i giorni sempre la stessa storia, non se ne può proprio più. uffa. Vedete me, per esempio. Non mi lamento mai. Tanto so già che sono la più bella, e come tale vado trattata con riguardo.

- dai dai, ragazzi, non litigate nuovamente. Sarà lei a decidere come sempre. La conoscente ormai. E poi non sapete nemmeno che tempo fa? Ma ora smettetela di fare tutto questo bacca…

Non aveva avuto nemmeno il tempo di finire la frase che una luce improvvisa ed accecante invase tutto l’ambiente.

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