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Quando il teatro è una passione: La compagnia Piccolo Borgo Antico e la rassegna “le maschere di Dionisio”

Oltrecultura: Recensioni Prosa ©

Scritto da Rita Dietrich

Sabato 04 Agosto 2012 14:34

rappresentazione teatrale biscotti alle noci

 

Inaugurata a Lipari la rassegna teatrale "le maschere di Dionisio" con Biscotti alle noci di Nino Crescione

L’arte del teatro ritorna nei luoghi delle sue origini nella terra della Magna Grecia siciliana. Sulla terrazza del castello di Lipari (isole Eolie), di fronte agli spalti di un antico anfiteatro greco, con sfondo il porto di Marina Piccola, mercoledì 31 luglio 2012 si è alzato il sipario sull’XXI rassegna teatrale Le maschere di Dionisio. Mostrando come la tradizione teatrale di queste terre non si sia mai interrotta nei secoli, riprende così vita il palcoscenico, proprio nei luoghi dove sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici che testimoniano la passione degli eoliani per il teatro sin dal V secolo a.C., e che ora sono custoditi nel vicino museo.
Ad inaugurare la nuova edizione la commedia “Biscotti alle noci” dell’autore siciliano Nino Crescione, portata in scena dalla compagnia teatrale autoctona “Piccolo Borgo Antico”, sotto la regia di Tindara Falanga. In un’atmosfera stile anni settanta, vengono rivisitate le caratteristiche principali della commedia tradizionale dialettale, ricca di equivoci, scambi di persona e battute esilaranti, condita da una mimica in molti casi più eloquente delle parole stesse. A dominare la scena i due protagonisti, un segretario comunale, Antonio Sallanà, e un’impiegata alle poste, Anna Saltarelli, che per motivi di lavoro si devono trasferire a Milano e, a causa della crisi degli alloggi, sono obbligati a dover condividere l’unico appartamento al momento disponibile.
A rendere ancora più difficile la loro forzata convivenza l’ingombrante presenza della sorella dell’Arciprete, Signorina Polentini, inquilina del primo piano, che con le sue regole bigotte condiziona la vita dell’intero condominio. Per poter prendere in affitto l’appartamento, quindi, i due sono costretti a fingersi marito e moglie e a mentire ai loro rispettivi coniugi per non suscitare gelosie. Fra le continue interferenze di un portiere impiccione ma bonaccione, Gioacchino, e le assurde precauzioni adottate dalla protagonista per evitare qualsiasi contatto con il suo coinquilino, la falsa coppia sembra aver trovato un proprio equilibrio, che però viene immediatamente sconvolto dall’arrivo improvviso della zia di Anna, che crede che la nipote viva da sola nella casa. A tradire la presenza dell’uomo un paio di guanti, a causa dei quali l’anziana zia scopre tutto l’inganno e credendo che i due siano amanti si precipita ad avvisare i rispettivi consorti, Silvia e Rocco. La loro irruzione in scena rischia di trasformare la commedia in tragedia, ma una volta svelata la verità, pur mantenendo qualche altrarino ancora coperto, la trama corre veloce verso il suo lieto fine con il motto conclusivo “viva la verità, al di là delle apparenze”.
Una commedia molto vivace dal sapore prettamente siciliano, magistralmente sostenuta dagli attori della compagnia Piccolo Borgo Antico, che fra gli impegni quotidiani di lavoro e la famiglia, da decenni coltivano il loro amore per il teatro. Di giorno alle prese con fornelli, caffè da preparare, tubi da riparare, clienti esigenti, bollette e conti da eseguire, e la sera, nonostante la stanchezza, sensibili al richiamo del palcoscenico tanto da trasformarsi nei più celebri personaggi della commedia sia antica che moderna.
La compagnia, infatti, sin dal suo esordio nel 1992, in questi vent’anni ha portato in scena un vasto repertorio, mostrando di volta in volta come il teatro amatoriale non ha nulla a che invidiare a quello professionale.
Dal teatro della classica commedia greca di Aristofane (Le donne in parlamento) e Plauto (Anfitrione in Sicilia), alla più moderna di Edoardo Scarpetta (I nipoti del sindaco) e dei De Filippo (Questi Fantasmi), passando per gli immancabili Moliere (Il Malto Immaginario) e Pirandello (Il berretto a sonagli), gli attori della compagnia danno vita alle caratterizzazioni più tradizionali che sin dai tempi della Magna Grecia popolano i palcoscenici indossando le maschere della vecchia impicciona, del giovane inesperto e innamorato, del fannullone un po’ tontolone, del furbetto truffaldino, della bella ammaliatrice e della matrona tradita.
Una cultura millenaria, quindi, che porta con sé la sua saggezza attualizzabile anche in tempi moderni, come quella rappresentata nell’opera prettamente femminista de “le donne al Parlamento” di Aristofane che racconta come con uno stratagemma un gruppo di donne ateniesi riesce a prendere il comando della città rivoluzionando le sue regole e anticipando di qualche millennio lo spirito comunista, condito da venature sensuali.
Fra gli obiettivi della compagnia, inoltre, vi è anche quello di far conoscere la cultura teatrale minore siciliana. Molto ampia nel curriculum della compagnia è infatti la lista di opere folkloristiche scritte interamente in dialetto e per tale motivo spesso un po’ meno conosciute, quali quelle di Pippo Scamacca (U figghiu masculu), Santi Savarino (Don Gesualdo e la Ballerina), Nino Martoglio (L’altalena), Giambattista Spampinato (La luna ‘nto u pozzu) e lo stesso Nino Crescione. A riguardo Piccolo Borgo Antico organizza, durante l’anno, scambi culturali con altre compagnie siciliane al fine di far conoscere ad un pubblico più ampio anche questi aspetti meno classici del patrimonio artistico dell’isola.
La compagnia ha inoltre partecipato a diversi concorsi nazionali collezionando in questi anni numerosi riconoscimenti per la regia e la scenografia, ultimo dei quali ad Ancona con l’Aguglia D’Oro di quest’anno per una rivisitazione del Liolà di Pirandello.

Il prossimo appuntamento con la Compagnia Piccolo Borgo Antico alla rassegna liparese “le maschere di Dionisio” sarà per il 9 agosto 2012, sempre al Castello di Lipari, con la commedia tradizionale napoletana “Questi fantasmi” di Edoardo De Filippo, reinterpretata in chiave siciliana, dove un indigente senza tetto avrà la fortuna di trovare un lussuoso alloggio che però dovrà condividere con un “fantasma”, che lo aiuterà a risollevare le sue sorti.
Il 16 e il 28 agosto 2012 il palco ospiterà due compagnie provenienti da altre città siciliane, l’Associazione Culturale Capuana di Catania con “Amara cu ci capita” di Rocco Chinnici, regia di Antonella Saeli e la Compagnia delle Ortiche di Ragusa con “U mortu è vivu” di Maurizio Nicastro, con la regia dello stesso autore. A concludere la rassegna il 4 settembre ritornerà Piccolo Borgo antico con “il boss… olo di casa nostra” di Pippo Scammacca, regia di Tindara Falanga.

 

Rita Dietrich (*)

(*) Vice presidente emerito di Oltrecultura

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